
Strategia e diagnosi
Due settimane per capire dove si ferma il percorso che porta un cliente a comprare, e un elenco ordinato di cose da sistemare. È il presupposto di tutto il resto, e a volte è anche l’unica cosa che serve.
Facciamo sei cose: strategia e diagnosi, performance e advertising, social organico, database e nurturing, contenuti e asset digitali, web e CRM. Non sono sei pacchetti da comprare separatamente: sono le parti di un unico impianto, e la prima decide quali altre servono davvero. Quasi nessun cliente le prende tutte, e chi prova a prenderle tutte insieme di solito sta risolvendo il problema sbagliato.
Ogni situazione porta al servizio che se ne occupa. È la stessa lista che trovi quando prenoti il caffè virtuale.

Due settimane per capire dove si ferma il percorso che porta un cliente a comprare, e un elenco ordinato di cose da sistemare. È il presupposto di tutto il resto, e a volte è anche l’unica cosa che serve.

Campagne a pagamento costruite sopra una misurazione che funziona. Prima si verifica cosa viene contato come conversione, poi si spende: nell’ordine inverso si ottimizza verso il numero sbagliato.

Un piano al posto dell’inerzia. Cosa si pubblica, perché, e come si capisce se sta servendo a qualcosa oltre a riempire il calendario.

Far fruttare i contatti che l’azienda ha già — clienti serviti, preventivi mai chiusi — partendo dallo storico d’acquisto invece che da una lista comprata.

Quello che le campagne e i canali hanno bisogno di mostrare: video, grafiche, testi, adattamenti per formato. Prodotti su una strategia, non a richiesta sparsa.

Il posto dove le persone atterrano e il modo in cui il contatto arriva a chi vende. Un sito fermo da anni e un CRM che nessuno aggiorna fanno fallire campagne costruite bene.
L’ordine è sempre lo stesso: prima la diagnosi, poi l’infrastruttura che manca, poi l’attività che porta persone. Saltare un passaggio non fa risparmiare tempo: lo sposta più avanti, dove costa di più.
Alcuni esempi di combinazioni che hanno senso. Un’azienda con un database pieno e nessuna pubblicità attiva parte da database e nurturing e non tocca l’advertising per mesi. Un’azienda che spende già in ads e non sa cosa funziona parte da diagnosi e web e CRM, perché quasi sempre il problema sta nella misurazione e nella pagina di atterraggio, non nelle campagne. Chi ha un piano di comunicazione e nessuno che lo produca prende contenuti e basta.
Quello che non facciamo è aprire sei fronti al primo mese perché il contratto è più grande.
Dove si collochi la vostra situazione dentro queste fasce dipende da quante delle sei parti servono e da quanto materiale c’è già. Nel caffè virtuale diciamo un ordine di grandezza prima di scrivere un preventivo.
Mezz’ora per guardare la situazione e dire da dove partiremmo noi. Spesso la risposta è «uno solo, e non quello che pensavate».
Preferisci scrivere? info@nitidomedia.it