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Quanto ti vale un cliente. E quanto puoi pagarlo.

Questo strumento calcola due numeri: il lifetime value, cioè quanto margine porta in media un cliente per tutto il tempo in cui resta tale, e il costo di acquisizione, cioè quanto vi costa davvero portarne uno nuovo. Il rapporto fra i due dice se il vostro marketing è sostenibile e quanto potete permettervi di spendere prima che smetta di esserlo. Funziona nel browser: i numeri che inserite non vengono inviati da nessuna parte e non vengono salvati.

Strumento gratuito

Compila le caselle. Il resto lo fa da solo.

Quanto vale un cliente

Lo scontrino o la fattura media di un cliente.

Quante volte compra, in media, in dodici mesi.

Per quanti anni resta cliente. Se non lo sapete ancora, è un'ipotesi.

Quello che resta dopo i costi diretti, non il fatturato.

Quanto costa averlo

Tutto: pubblicità, gestione, strumenti, tempo di chi vende.

Quelli arrivati grazie a quella spesa.

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Lifetime value

margine di un cliente per tutto il rapporto

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Costo di acquisizione

per ogni cliente nuovo

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Rapporto LTV : CAC

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Rientro del costo

in quanti mesi un cliente lo ripaga

Compila tutte le caselle: i risultati compaiono qui.

Il rapporto conta più dei due numeri.

Un lifetime value alto non dice niente da solo, e un costo di acquisizione basso nemmeno. Quello che conta è il loro rapporto, e il tempo che ci mettete a recuperare il secondo.

Sotto 1 a 1 state perdendo soldi a ogni cliente nuovo. Succede più spesso di quanto si creda, e quasi sempre nelle aziende convinte di avere un problema di volume.

Intorno a 3 a 1 c’è un equilibrio che la maggior parte delle attività considera sano: abbastanza margine per reinvestire, abbastanza spazio per crescere.

Molto sopra, tipo 8 a 1, non è bravura: è prudenza. Se ogni cliente vi rende otto volte quello che costa, probabilmente state lasciando sul tavolo clienti che potreste permettervi e che stanno andando da qualcun altro.

C’è una seconda domanda, più importante del rapporto: in quanti mesi rientrate del costo di acquisizione? Un rapporto ottimo con un rientro a diciotto mesi può affondare un’azienda che non ha quella liquidità.

Dove questi conti si rompono.

Il margine non è il fatturato. Il valore di un cliente va calcolato su quello che resta dopo i costi diretti. Usare il fatturato gonfia tutto e fa sembrare sostenibile una spesa che non lo è.

Il costo di acquisizione comprende tutto. Non solo la spesa pubblicitaria: anche la gestione, gli strumenti, il tempo di chi vende. Se calcolate solo la spesa in piattaforma otterrete un numero più bello e inutile.

La durata media è la variabile che si inventa più spesso. Se non avete ancora abbastanza storico per conoscerla, il risultato è un’ipotesi: trattatelo come tale e rifate il conto fra sei mesi.

Vale per tutti i clienti insieme, e quasi sempre è sbagliato. Rifare il calcolo separando due o tre tipi di cliente di solito rivela che uno solo regge tutto il resto. È l’uso migliore di questo strumento.

Dove continuare a leggere.

Lifetime value

La definizione per esteso, con i modi più comuni di calcolarlo male.

Costo di acquisizione

Cosa comprende davvero, e perché il numero che vedete nei pannelli è quasi sempre più basso di quello vero.

Costo per lead

Da non confondere con il costo di acquisizione. Un costo per lead basso che produce contatti che non comprano è un costo per lead caro.

Il numero che ti è uscito non ti convince?

Mezz’ora per rifare il conto sui vostri dati veri, separando i tipi di cliente. È il controllo che cambia più spesso una decisione di budget.

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