I social vanno avanti. Nessuno sa più perché.
Social organico vuol dire decidere cosa un'azienda pubblica sui propri canali, con che frequenza e con quale obiettivo, e poi verificare se sta producendo qualcosa. Non è «tenere vivi i profili»: è scegliere pochi temi che l'azienda può presidiare meglio di chiunque altro e costruirci sopra un ritmo sostenibile. La differenza fra un piano e l'inerzia si vede da una sola cosa: con un piano si sa dire perché un contenuto esiste, e quindi si sa anche quando smettere di farlo.
Pubblicare non è una strategia.
Quasi tutte le aziende che incontriamo pubblicano già. Il calendario si riempie, le cose escono, qualcuno mette like. Alla domanda «a cosa serve» la risposta è «bisogna esserci», che è vera e non dice niente.
Il costo non è il tempo speso: è che quel tempo poteva produrre una cosa sola fatta bene invece di dodici fatte per riempire. E che senza un criterio dichiarato non si può decidere di fermare niente, perché fermare sembra sempre una resa.
Diciamo subito una cosa scomoda: il social organico è il nostro servizio con meno numeri da mostrare. Produce effetti reali ma lenti e difficili da isolare, e chi vi promette di attribuirgli dei contratti sta quasi sempre leggendo una correlazione come una causa. Quello che possiamo garantire è un piano con criteri espliciti e letture oneste, non una curva che sale.
Quattro passaggi, in quest’ordine.
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Scelta dei temi
Tre o quattro, non dieci. Si scelgono dove si incrociano tre cose: quello che l’azienda sa davvero, quello che le persone cercano, e quello che la concorrenza non sta già dicendo meglio. Tutto il resto si lascia perdere.
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Formati e ritmo
Quanti contenuti, di che tipo, su quali canali, con quale lavoro richiesto a voi. Il criterio è la sostenibilità: un piano che richiede più di quello che l’azienda può dare si ferma al secondo mese e lascia i profili peggio di prima.
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Produzione e pubblicazione
Calendario, testi, adattamenti per formato, programmazione. Quando serve ci appoggiamo al servizio contenuti per la parte di produzione video e grafica.
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Lettura trimestrale
Non le metriche di vanità. Cosa è stato visto da chi non vi segue, cosa ha portato persone sul sito, cosa ha generato una conversazione. E l’elenco dei temi da chiudere perché non hanno prodotto niente in tre mesi.
Dove funziona e dove no.
Funziona se
- c’è un sapere vero in azienda da cui nascono i contenuti: un mestiere, un metodo, dei casi
- qualcuno all’interno può dare venti minuti a settimana per materiale e verifiche
- accettate che i primi risultati leggibili arrivino in mesi, non in settimane
- il vostro settore ha una domanda informativa, cioè la gente cerca di capire prima di comprare
Non funziona se
- vi serve risultato commerciale entro il trimestre: in quel caso serve advertising, e ve lo diciamo
- l’obiettivo è il numero di follower, che è la metrica più facile da gonfiare e la meno utile
- nessuno in azienda può fornire materiale, e quindi i contenuti sarebbero inventati da fuori
- il piano serve a giustificare una presenza che nessuno vuole davvero mantenere
Quanto costa, prima che tu lo chieda.
Rientra nella gestione continuativa — da 450 a 2.000 € al mese — e il punto della fascia dipende da quanti canali, quanti contenuti e quanta produzione originale servono. La sola pianificazione editoriale, senza produzione, sta nella parte bassa.
Vincolo di 6 mesi, perché sotto i sei mesi questa attività non è valutabile: chiuderla prima vuol dire aver pagato senza poter decidere niente. Poi uscita con preavviso, nessun rinnovo automatico.
Quelle che ci fanno tutti.
È la domanda sbagliata, e lo diciamo con il massimo rispetto. Il numero giusto è quello che l’azienda riesce a sostenere con materiale vero per dodici mesi. Spesso è meno di quello che immaginate, e funziona meglio.
Guardiamo chi non vi segue già — la quota di visualizzazioni da non follower — le persone arrivate sul sito dai canali, e le conversazioni aperte. Non guardiamo i follower totali. E quando una lettura non è isolabile dalle altre attività lo scriviamo, invece di attribuirci il merito.
Sì, ed è il modo più rapido di partire. Materiale girato internamente, foto di cantiere o di laboratorio, documenti tecnici: quasi sempre c’è più di quanto l’azienda pensi.
Alla moderazione sì. Alle richieste commerciali no: quelle arrivano a voi, perché la risposta la deve dare chi può prendere un impegno. Vi diamo il modo di farlo in fretta, non ci sostituiamo.
I vostri canali servono a qualcosa? Domanda legittima.
Mezz’ora per guardare cosa state pubblicando e provare a dire a cosa serve. Se la risposta è «a niente», è un’informazione che vale la call.
Preferisci scrivere? info@nitidomedia.it
