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Il sito non porta contatti. Spesso non è colpa del sito.

Web, landing e CRM è la parte di infrastruttura che sta fra la campagna e la vendita: la pagina dove le persone atterrano, il modulo che compilano, il sistema in cui il contatto finisce, e il modo in cui arriva a chi deve richiamare. Si occupa di tre cose che vengono quasi sempre trattate separatamente e sono invece una catena sola: dove si atterra, cosa si riesce a misurare, chi risponde e in quanto tempo. Se si rompe un anello, gli altri due non si vedono nemmeno.

La catena si spezza dove nessuno guarda.

Il caso più frequente non è il sito brutto: è il sito che non può essere misurato. Capita quando la conversione avviene su un dominio che l’azienda non controlla — un motore di prenotazione, un portale, un configuratore di terze parti. Il sito vede la persona andarsene verso la conversione, non la vede concludersi, e nessuno strumento installato sul sito può chiudere quel cerchio.

In un progetto che seguiamo questo vuoto ha significato un anno intero in cui nessun dato poteva dire quante conversioni avessero prodotto le campagne: il canale online valeva quasi nove décimi delle prenotazioni, ma «online» era il canale di prenotazione registrato dal gestionale, non la provenienza di marketing. Diceva che la prenotazione era arrivata dal web, non che era arrivata da un annuncio.

L’altro punto che si rompe è a valle: il contatto arriva in una casella di posta condivisa, o in un CRM che nessuno aggiorna, e chi vende lo richiama dopo tre giorni. A quel punto l’impianto di marketing ha funzionato perfettamente e non è servito a niente.

Quattro passaggi, in quest’ordine.

  1. Una mano regge una lente d'ingrandimento

    Lettura della catena

    Si segue il percorso a mano, come farebbe un cliente, dal clic fino alla risposta di una persona. Si segna dove il dato si perde e dove si perde il tempo. È quasi sempre qui che si trova la cosa da sistemare per prima.

  2. Un portatile con una barra di ricerca, indicata da due mani

    Pagine di atterraggio

    Costruite per la campagna che le alimenta, non adattate da una pagina esistente. Veloci, accessibili, con un modulo che chiede il minimo indispensabile e dichiara cosa succede dopo.

  3. Due mani tendono un metro da sarta

    Misurazione

    Parametri di origine che sopravvivono al passaggio fra domini, eventi dichiarati nel codice della pagina invece che sparsi in uno strumento esterno, e il ritorno del dato alla campagna che l’ha generato. Da quel momento ogni contatto ha un nome e un costo. Prima, no.

  4. Una mano regge una cornetta del telefono

    Arrivo a chi vende

    Il contatto nel posto giusto, con le informazioni che servono per la prima telefonata, e una notifica a chi deve chiamare. Quando serve, pagine di reportistica che dicono a chi vende chi richiamare oggi: è spesso il pezzo che trasforma un’attività in contratti.

Quando rifarlo e quando no.

Rifare un sito è la risposta più venduta e spesso la meno necessaria. Vale la pena quando il sito impedisce qualcosa: non si può misurare, non si possono creare pagine di atterraggio, è lento al punto da perdere le persone prima del caricamento, o non è utilizzabile da chi naviga con tastiera o lettore di schermo.

Non vale la pena quando il problema è che non piace più. In quel caso costa meno intervenire su quello che serve e tenere il resto.

Quando lo rifacciamo, lo facciamo accessibile secondo le WCAG 2.2 livello AA. Non perché siamo obbligati — come microimpresa non lo siamo — ma perché è la scelta che abbiamo preso per il nostro stesso sito, ed è una di quelle cose che costano poco se fatte dall’inizio e moltissimo se aggiunte dopo.

Dove funziona e dove no.

Funziona se

  • spendete in campagne e non riuscite a ricondurre i contatti a quello che le ha generati
  • il sito è fermo da anni e ogni modifica richiede di chiamare qualcuno
  • i contatti arrivano ma si perdono fra la casella di posta e chi deve richiamare
  • la conversione avviene su una piattaforma esterna e volete chiudere la catena

Non funziona se

  • volete un sito nuovo perché quello attuale non vi piace più, e funziona: ve lo diciamo e risparmiate
  • non c’è nessuno che possa richiamare i contatti: sistemare la catena non serve se all’ultimo anello non risponde nessuno
  • serve un gestionale su misura o un’integrazione profonda con un ERP: è un lavoro da software house, non nostro
  • la piattaforma su cui avviene la conversione non permette nessuna personalizzazione e non si può cambiare

Quanto costa, prima che tu lo chieda.

Un sito o un impianto di landing e misurazione è un’attività a corpo, all inclusive, preventivata sulla base di quello che emerge dalla lettura della catena. La manutenzione successiva, se la volete, rientra nella gestione continuativa — da 450 a 2.000 € al mese.

Le licenze di terze parti — CRM, piattaforme di invio, strumenti di prenotazione — sono sempre a vostro nome e a vostro carico. Non le rivendiamo con un ricarico e non vi leghiamo a un fornitore perché ci conviene.

Quelle che ci fanno tutti.

Principalmente WordPress con temi su misura, leggeri, senza costruttori visuali che appesantiscono le pagine. Quando il progetto chiede altro lo diciamo. Il criterio non è la tecnologia preferita: è che possiate gestire i contenuti senza dipendere da noi.

Dove si perde il tuo contatto?

Mezz’ora per seguire insieme il percorso dal clic alla telefonata e trovare l’anello rotto. Nella maggior parte dei casi ce n’è uno solo, e non è quello che immaginate.

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