
Verticali, reel, montaggi brevi
Montaggio ed esportazione nei formati che servono ai canali, partendo da materiale vostro o girato per l’occasione. Stessa storia in più durate, perché un formato solo non copre campagne e organico insieme.
Contenuti e asset digitali è la produzione di quello che campagne, canali e sito hanno bisogno di mostrare: video verticali, post, storie, grafiche, adattamenti per formato, testi. La differenza fra questo e «fare contenuti» sta a monte: ogni pezzo nasce da una decisione presa altrove — una campagna, un piano editoriale, una pagina — e ha un posto dichiarato dove andrà a finire. Un archivio di materiale bello che nessuno usa è una spesa, non un patrimonio.
La richiesta che riceviamo più spesso è «ci servono dei contenuti». Quasi sempre l’azienda ne ha già: girati a eventi, fatti in cantiere, prodotti da un fornitore precedente, fermi in una cartella.
Quello che manca non è il materiale: è la catena che lo collega a qualcosa. Per quale campagna. Per quale formato. Con quale messaggio, deciso dove. E soprattutto: come si capisce se è servito, e quando si smette di rifarlo uguale.
Senza quella catena la produzione diventa un flusso continuo di richieste singole, costoso, impossibile da valutare, e che non lascia niente di riutilizzabile.

Montaggio ed esportazione nei formati che servono ai canali, partendo da materiale vostro o girato per l’occasione. Stessa storia in più durate, perché un formato solo non copre campagne e organico insieme.

Formati per advertising, post, storie, adattamenti quadrati e orizzontali. Costruiti su un sistema coerente, così la seconda campagna costa meno della prima.

Scritti per il posto in cui andranno, non adattati dopo. Comprese le riscritture: spesso il problema di una campagna è nelle prime sette parole dell’annuncio.

Quando manca, la mettiamo. Colori, caratteri, regole di composizione, e un documento che permette a chiunque, anche non a noi, di produrre coerente.
Prima di produrre chiediamo tre cose, e se non hanno risposta la produzione non parte: dove va a finire questo pezzo, cosa deve ottenere, e come sapremo se ha funzionato. Non è burocrazia: è quello che impedisce di consegnare dodici cose belle e inutili.
Le revisioni sono il punto in cui questi lavori sfuggono di mano, a noi per primi. Da quest’anno dichiariamo in partenza quanti giri di revisione sono compresi e cosa succede oltre: è una correzione che abbiamo fatto dopo aver assorbito internamente lavorazioni fuori perimetro su un progetto, e averlo scritto nel caso che trovate pubblicato.
Dentro la gestione continuativa la produzione è compresa nella parte alta della fascia — fino a 2.000 € al mese, che include la realizzazione degli asset digitali.
Le produzioni fuori perimetro — una giornata di riprese, uno shooting, un lavoro che richiede attrezzature o persone in più — sono sempre a parte e dichiarate prima. Non le scopriamo a consuntivo: è una delle cose che abbiamo sbagliato e corretto.
Entrambe le cose. Partire dal vostro materiale è quasi sempre più rapido e più vero. Quando serve girare, è una lavorazione a parte, preventivata prima.
Due giri per ogni pezzo, dichiarati nel preventivo. Oltre si concorda. Non è rigidità: è l’unica versione che ci permette di stimare onestamente i tempi, dopo che una volta li abbiamo sbagliati.
Sì, compresi i file sorgente e i progetti di montaggio. Non teniamo in ostaggio il materiale per rendere difficile cambiare fornitore.
Sì. Se non esiste o non regge sui formati digitali ve lo diciamo e proponiamo di sistemarla prima, perché produrre dentro un sistema incoerente costa di più a ogni pezzo.
Mezz’ora per guardare cosa c’è in archivio e capire cosa si può usare subito. Spesso la risposta è «molto più di quanto pensavate».
Preferisci scrivere? info@nitidomedia.it