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Due falle gravi in PHP: aggiornare WordPress non basta

Il 21 ottobre il gruppo che sviluppa PHP ha pubblicato una correzione d’urgenza per due vulnerabilità. PHP è il linguaggio su cui gira WordPress, e con lui la maggior parte dei siti di piccole e medie aziende. Entrambe le falle hanno un punteggio di 9,2 su 10 e permettono la stessa cosa: a chiunque, da internet e senza credenziali, di far eseguire codice al server del sito. In pratica, di prenderne il controllo.
Non è un’ipotesi da laboratorio. Amazon ha visto i primi tentativi di attacco il 17 ottobre, quattro giorni prima dell’annuncio, e altri ricercatori ne segnalano di continui dal giorno della pubblicazione.
Perché ti riguarda anche se hai aggiornato WordPress
WordPress e i plugin si aggiornano dalla bacheca del sito. PHP no: è il motore che sta sotto, e lo gestisce chi ospita il sito. Puoi avere WordPress all’ultima versione e un PHP vecchio di anni, ed è più comune di quanto sembri: molti hosting lasciano la versione scelta al momento dell’attivazione finché qualcuno non la cambia.
Come controllare il tuo sito, in due minuti
- Entra nella bacheca di WordPress e apri Strumenti → Salute del sito → Info.
- Apri la sezione Server e leggi la riga Versione PHP.
- Confrontala con questa tabella.
| Versione che trovi | Cosa significa |
|---|---|
| 8.5.12, 8.4.27, 8.3.36, 8.2.35 o successive | corretta |
| 8.2, 8.3, 8.4 o 8.5 con un numero più basso | da aggiornare adesso |
| 8.1, 8.0, 7.x o precedenti | fuori supporto: nessuna correzione ufficiale, va cambiata |
Se la versione è da aggiornare, chiedilo all’hosting o a chi gestisce il sito, e fatti dire quale numero è stato installato. Alcuni fornitori applicano la correzione senza cambiare il numero di versione: in quel caso fatti confermare per iscritto che le due falle (CVE-2026-109618 e CVE-2026-109619) sono coperte. Prima di cambiare versione serve un backup, e va controllato che tema e plugin la supportino.
Cosa è successo a un nostro cliente
Seguiamo le campagne di una pizzeria romana. Il sito non lo gestivamo noi, e girava su PHP 7.4, fuori supporto dal 2022.
Lo scorso Natale qualcuno ci è entrato e ha inserito nelle pagine il codice di un casinò online. Ce ne siamo accorti quando era tardi: per due giorni gli annunci che pagavamo per la pizzeria hanno portato persone a un sito di gioco d’azzardo. Google ha segnalato l’account per gioco d’azzardo e ha fermato le campagne per quindici giorni, sotto le feste.
Quando ci è stato affidato anche il sito, abbiamo aggiornato PHP alla versione corretta e WordPress. Poi lo abbiamo controllato da cima a fondo, e abbiamo trovato altro:
- il pixel di Meta c’era ma non funzionava: le visite non arrivavano a Meta e non si potevano creare pubblici dal sito;
- il codice di Google Analytics era installato due volte;
- il pixel di TikTok mancava, anche se le campagne su TikTok erano attive;
- non c’erano l’informativa privacy, la cookie policy e il banner per il consenso.
Abbiamo sistemato tutto: pixel funzionanti e verificati, un solo codice di Analytics, il nostro plugin per cookie e consenso, le pagine che servono per essere in regola e un plugin di cache per far caricare il sito più in fretta.
Quanto viene cercato un sito qualunque
Dopo l’aggiornamento abbiamo letto i registri del server: chi ha chiesto cosa, e con quale risposta. Nelle prime tre settimane di ottobre il sito della pizzeria ha ricevuto 612 tentativi di accesso all’area riservata da 444 indirizzi diversi, e 1.217 richieste a 343 file che non esistono: sono i nomi dei file che chi attacca lascia nei siti già violati, e che i programmi automatici vanno a cercare dappertutto. Nessuna ha trovato quello che cercava.
Nessuno sceglie una pizzeria come bersaglio. Programmi automatici provano gli stessi indirizzi su milioni di siti e si fermano dove trovano una porta aperta. Per questo una versione vecchia di PHP si paga anche se il sito è piccolo e nessuno ce l’ha con te.
La lezione: il sito fa parte della campagna
Si tende a pensare al sito come a una cosa a parte, che si fa una volta e poi resta lì. Ma ogni annuncio porta persone sul sito, e se il sito non è a posto la campagna paga per niente, o peggio. Un PHP vecchio è una porta aperta, un pixel rotto rende le campagne cieche, un banner che manca è un rischio con il Garante. Nessuna di queste cose si vede guardando la home.
Prima di investire in pubblicità vale la pena fare tre controlli: la versione di PHP, i pixel che arrivano davvero alle piattaforme, le pagine privacy e il consenso.
Il tuo sito come sta?
Fai il controllo di sopra: bastano due minuti. Se la versione è vecchia, o se non sai chi gestisce l’hosting del tuo sito, parliamone in un caffè virtuale.
Vi tocca da vicino?
Mezz'ora per capire cosa cambia per voi. Se non siamo noi quelli giusti, lo diciamo in call: costa meno a tutti e due.