Deliverability
La deliverability è la capacità delle vostre email di arrivare nella posta in arrivo, non nello spam e non nel vuoto. Non coincide con il «consegnato» che riporta la piattaforma di invio: quel numero dice che il server del destinatario ha accettato il messaggio, non che qualcuno lo vedrà mai. È una questione di reputazione del mittente, e la reputazione si costruisce in mesi e si perde in un pomeriggio.
Perché conta
Perché è la condizione che rende possibile tutto il resto. Una sequenza di nurturing scritta benissimo che finisce in spam non esiste: non produce aperture, non produce risposte, e soprattutto non produce dati — quindi nemmeno capite perché non ha funzionato.
Su una riattivazione di database fermo da anni è la prima cosa che si rompe, ed è il motivo per cui la fase di igiene della lista non è burocrazia.
Come si tiene in piedi
- Autenticazione. SPF, DKIM e DMARC configurati. Dal 2024 i grandi provider li pretendono da chi invia volumi: senza, una parte della posta non arriva e basta.
- Sottodominio dedicato. Gli invii di marketing non passano dal dominio principale: se qualcosa va storto, non volete che ne risenta la posta ordinaria dell’azienda.
- Riscaldamento graduale. Si parte dai contatti più recenti e in volumi piccoli, salendo nei giorni. Mandare a tutto il database il primo giorno è il modo più rapido di bruciare un dominio.
- Pulizia della lista. Indirizzi inesistenti e caselle abbandonate fanno più danno di quanto facciano bene i pochi che rispondono.
- Due numeri da guardare: rimbalzi definitivi sotto l’1%, segnalazioni di spam sotto lo 0,1%. Oltre, si ferma tutto e si capisce perché.
Errori frequenti
Confondere «consegnato» con «arrivato in posta in arrivo». La piattaforma vi mostra il primo e voi leggete il secondo.
Insistere sugli inattivi. Chi non apre da due anni non è un pubblico da riconquistare: è un peso che abbassa la reputazione per tutti gli altri.
Comprare liste. Oltre a essere un problema di consensi, distrugge la deliverability in una sola campagna. Non lo facciamo e non lo consigliamo.
Misurare le aperture. Da quando i client di posta precaricano le immagini, il tasso di apertura è inaffidabile anche come indicatore di deliverability. Guardate clic, risposte e segnalazioni.
Questo tema ti riguarda?
Se sei qui perché il problema ce l'hai davvero, mezz'ora di conversazione vale più di altre dieci definizioni.